Alcune storie mentre vengono raccontate sembrano provenire da racconti fantastici, poemi omerici e versi danteschi. Ma non è questo il caso dello scorso fine settimana del River Basket Orzinuovi, che dopo un sicuramente stancante addio al celibato svedese è dovuto tornare in patria per disputare l’insolito posticipo domenicale del Girone B di DR4. Una storia incredibile dal sapore di Una Notte da Leoni con un finale degno del miglior Steven Spielberg. Ecco la cronistoria di un insolito weekend raccontata proprio dai suoi protagonisti.
Venerdì 20 Marzo
Tutto inizia alle 6, ci si ritrova sotto casa dello sposo e di soffietto lo tiriamo giù dal letto, due schiaffi e si parte. La missione artica inizia e nell’aria c’è già ebrezza di magia. A colazione partono subito i primi paloma e le prime birre, i gnari non deludono, giustamente. Ecco il decollo, e dopo un oretta di riciapino inizia l’intrattenimento a furia di birre e annunci al microfono. È già partito il cinema.
Ore 11:45, ci siamo, Stoccolma già trema. La giornata prosegue a birre, paloma, sdeng a destra e manca, blondage all’infinito ed inno di Mameli ovunque capiti. Dopo 24 ore di absolute cinema all’alba delle 5:30 i paccheri alzano bandire bianca. Inarrestabili. D’altronde, IT’S CINEMA. Arriva la sveglia, non si sa con che poteri e forze oscure, alle ore 9. Il sabato è un copione del giorno precedente, inutile ripetersi. La giornata termina nuovamente nell’ABSOLUTE CINEMA, alle 4 gran parte dei paccheri tornano nella dimora, per qualche superstite, senza far nomi, si narra alle 6/7, ma le fonti non sono certe e i ricordi offuscati.
Arriva il grande giorno. Sveglia ore 10, appartamento libero alle 11, veri Gentlemen. Fino alle 16 i Paccheri molluscano in quel dell’aeroporto di Stoccolma. Poi il Decollo. Tra chi si fa un riciapino, e a chi non è ancora passata la voglia di birra, i nostri eroi atterrano ad Orio alle 18:45. Direzione Verolanuova, Palestra delle scuole. CINEMA.
L’ultimo atto. Arrivo a Verolanuova ore 20, e non ancora sazi dal weekend c’è ancora tempo per un aperitivo pre-partita, per dare la carica, via di fantasmino, e ci siamo. 20:10, inizio riscaldamento, gli sguardi son stanchi, certi distrutti, ci si chiede come ci siano le forze per muoversi ancora, occhiate di rammarico per aver organizzato l’addio al celibato nell’unico weekend della stagione in cui si gioca. Al primo canestro nel riscaldamento gli sguardi sono allibiti. L’energia torna a salire, il motto è “siamo qui per vincere”. L’arbitro alza la contesa, ed inizia lamagia. Ogni azione è un capitolo dell’Iliade, ogni sforzo è profuso dalle più interne delle proprie energie. Un’odissea greca in pratica. E poi, alzi la testa, e non ti capaciti. Il risultato è chiaro, 21-40 al 20’, 56-75 il finale. Un’energia ed un’intensità mai viste a queste latitudini di basket.
E si conclude così un weekend memorabile, vissuto insieme a grandi amici oltre che semplici compagni di squadra, con grandi passioni in comune, oltre la nostra amata palla a spicchi.
