Abbiamo avuto l’onore e il piacere di intervistare Marwane Litoumi, giocatore classe 2001 del New Basket Pisogne. Durante la scorsa estate un infortunio al ginocchio lo ha costretto a saltare interamente la stagione 2025/2026, e poco più di un anno dopo, nel match valido per la prima giornata di Serie C Unica contro la BluOrobica Bergamo, ha potuto finalmente tornare sul parquet.
Marwane, dopo un lungo stop sei tornato ufficialmente sul parquet, quali sono le sensazioni che hai provato?
È stata un’emozione difficile da descrivere. Inizialmente la paura di rifarmi male era sempre costante poi con l’andare del tempo ho acquisito sempre più fiducia.
Cosa ti è mancato di più del basket durante il tuo infortunio?
Sicuramente il campo, ma soprattutto tutto quello che c’è intorno: gli allenamenti, lo spogliatoio, i compagni, la competizione e quella sensazione che provi quando giochi una partita. Durante l’infortunio ho capito ancora di più quanto il basket faccia parte della mia vita e quanto sia facile dare per scontate certe cose finché non ti vengono tolte.
Come ci si sente a scendere in campo per una piazza calda come Pisogne?
Pisogne è una piazza dove si sente davvero il sostegno del pubblico, dà sicuramente una motivazione in più. Per me, avere il palazzetto pieno durante le partite è una sensazione unica.
Ringrazio ancora la società per avermi fatto sentire a casa e per non avermi fatto mai mancare nulla fin dal primo giorno.
Un ringraziamento speciale invece va al presidente che ha creduto fin da subito nel mio recupero.
Quali sono i tuoi obiettivi in questa stagione? E quelli di Pisogne?
Personalmente il primo obiettivo è ritrovare completamente il mio ritmo, la mia sicurezza e tornare a sentirmi il giocatore che ero prima dell’infortunio. Come squadra, invece, penso che l’obiettivo debba essere quello di crescere insieme, lavorare duro e provare ad arrivare il più lontano possibile.
La società e i giocatori vogliono sicuramente riscattarsi visto le ultime annate sfortunate e piene di infortuni.
C’è una caratteristica che ruberesti a qualche tuo compagno di squadra?
Sicuramente il tiro di DENNIS MARCHETTI.
Quale allenatore ti ha aiutato maggiormente nella tua crescita cestistica?
Sono stati diversi gli allenatori importanti nel mio percorso e ognuno mi ha lasciato qualcosa. Se devo sceglierne uno in particolare, direi Maxi Moreno.
Hai un consiglio da dare a chi sta recuperando da un infortunio?
Di avere pazienza e di non avere fretta. È probabilmente la cosa più difficile, perché quando sei fermo vorresti tornare subito a fare quello che ami. Io ho imparato che ogni recupero ha i suoi tempi e che anche i piccoli progressi sono importanti. Bisogna fidarsi del percorso, lavorare ogni giorno e soprattutto non mollare mai di testa soprattutto nei momenti in cui sembra di non vedere risultati.
Alla fine quando torni in campo, capisci realmente quanto è importante stare bene di salute, sia fisica, che mentale.
